Messi alla prova dei fatti, di fronte alla pratica, ai regolamenti e alle tattiche parlamentari era piuttosto inevitabile che gli eletti del Movimento 5 stelle andassero in crisi. Galatea nota giustamente che un capo che non sa e non capisce molto di vita parlamentare applicata finisce per sparare ultimatum campati in aria (ma a dir la verità questo era evidente anche prima) e di conseguenza inapplicabili. Per quanto mi riguarda, considero, almeno nell'essenza, il M5S un movimento fondamentalmente luddista e come tale incapace di costruire alcunchè, privo della cultura e della progettualità necessarie per mettere in piedi una proposta politica degna di tale nome, buono per lo più a ribadire che certa gente non ci piace e che quindi si fottano loro con tutti i filistei. E grazie Rostellato, questo lo sappiamo fare anche da soli. L'ennesima torma di luddisti quindi, niente di nuovo tranne che se penso alla quantità di voti che hanno preso mi sento male. Ma in fondo, visti gli ultimi vent'anni, perchè sorprendersi?
lunedì 18 marzo 2013
giovedì 24 gennaio 2013
giusto nel caso
Qui tra pendolarismo, campagne elettorali vomitose, un'insonnia quasi (ma quasi) peggio di quella di Ark e una figlia adolescente il blog è finito in secondo piano. Così, giusto nel caso che una certa persona arrivi qui le consiglio di andare direttamente a questo post, che il resto fa massa.
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Antani
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10:05
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martedì 17 luglio 2012
hi john, see you there
Un'altro grande se n'è andato, e io sto qui con gli occhi lustri. Non esistono highlander.
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Antani
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09:50
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lunedì 2 luglio 2012
ho la casa libera (la domenica fascista)
Il sabato fascista era (se non risordo male) il titolo di un capitolo del godibilissimo libro di Gianfranco Vené Mille lire al mese. Il sabato fascista consisteva (secondo Vené) nel fatto che le coppie con figli sfruttavano le attività imposte dal regime (e da loro stessi ai propri figli) per liberarsi della prole per un'intera giornata e trovare così il modo di incrementarla. Naturalmente anche per gli adulti erano previste delle attività di regime (la settimana corta non veniva via gratis), ma l'Italia era Italia anche allora.
In modo del tutto simile rivedo me stesso diciassettenne sussurrare al telefono la magica frase alla sventurata di turno, piano piano, che mia madre non sentisse: sabato ho la casa libera (e giù a riordinare la stanza).
Anni dopo la mia tredicenne figlia si accorda per la prima volta con gli amici (che da un po' di tempo sono di genere misto, tra non molto potrei coglierla a sussurrare la fatale frase al telefono) per una domenica in piscina. Per la prima volta dopo anni ho la casa libera (e allora giù a riordinare la cantina)! Ho quasi quarantacinque anni e sono già in avanzato stato di rincoglionimento.
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Antani
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13:58
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giovedì 3 maggio 2012
manifesto
Le persone che mi sono vicine stranamente mi stimano e chiedono spesso la mia opinione: "credi che domani pioverà?"; "secondo te, la Franzoni è colpevole?"; "farei meglio a disinvestire dall'azionario?"; "nell'amatriciana ci vuole la cipolla?"m.fisk, una cosa che vorrei aver scritto io.
Quasi sempre io, che non sono un meteorologo, non ho letto gli atti processuali e non riesco a gestire il mio rosso in banca, rispondo che non ne so abbastanza; e proprio per questo piuttosto che parlare a vanvera così, per sport, preferisco non dire nulla.
Raramente, invece, conosco l'argomento; o cerco di usare, quando possibile, un po' di sano buonsenso.
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Antani
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12:03
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venerdì 13 aprile 2012
gli impuniti
Potrebbe essere il titolo che un Victor Hugo dei nostri giorni attribuisce ad un ipotetico romanzo nel quale un ipotetico partito elettosi a ipotetico rappresentante di un ipotetico stato inesistente viene colto con le mani nel sacco a malversare i soldi ricevuti in eccesso da un ipotetico stato, questa volta esistente.
Scegliamo le parole: si tratta di furto, il furto è un crimine e chi lo compie è un criminale. Ma se un criminale si fa intercettare telefonate a iosa nel momento in cui sa di trovarsi nell'occhio del ciclone si possono fare due considerazioni: una è che non è capace neanche di delinquere (figuriamoci amministrare l'ipotetico stato inesistente), l'altra che si sente talmente protetto che non sente neanche il bisogno di coprirsi. Il che fa pensare molto, molto male.
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Antani
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13:38
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sabato 24 marzo 2012
capire lucio dalla
Stasera Blob ha chiuso con Borsa valori.
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Antani
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20:22
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venerdì 23 marzo 2012
when all you have is a hammer
Mitì segnala questo Buongiorno di Gramellini e lo apostrofa con un nihil sub sole novi. Giusto, la delazione non è nuova in nessun luogo del mondo, temo. Poi però mi soffermo un momento su questa frase di Gramellini (che ultimamente non seguo più troppo, mel senso che il suo facile buon senso ancorchè ben espresso comincia a sembrarmi vacuo):
Una meraviglia. A Losanna, naturalmente. Ma nella penisola bagnata da quattro mari e da troppi furbi le cose potrebbero andare in modo diverso.E allora quelle quattro parole in latino le vedo indirizzate più alla tendenza a piangersi addosso, al non ce la faremo mai perchè siamo marci. Il mondo è pieno di furbi di ogni provenienza. Riconosco che in Italia il concetto di bene comune fatichi un po' a passare, ma ci stiamo almeno provando?
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Antani
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12:08
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giovedì 1 marzo 2012
cara
Cosa ho davanti, non riesco più a parlare dimmi cosa ti piace, non riesco a capire, dove vorresti andare vuoi andare a dormire.
Quanti capelli che hai, non si riesce a contare, sposta la bottiglia e lasciami guardare se di tanti capelli ci si può fidare.
Conosco un posto nel mio cuore dove tira sempre il vento per i tuoi pochi anni e per i miei che sono cento, non c'è niente da capire, basta sedersi ed ascoltare.
Perché ho scritto una canzone per ogni pentimento e debbo stare attento a non cadere nel vino o finir dentro ai tuoi occhi, se mi vieni più vicino.
La notte ha il suo profumo e puoi cascarci dentro, che non ti vede nessuno ma per uno come me, poveretto, che voleva prenderti per mano e cascare dentro un letto...
che pena, che nostalgia, non guardarti negli occhi e dirti un'altra bugia.
Almeno non ti avessi incontrato, io che qui sto morendo e tu che mangi il gelato.
Tu corri dietro al vento e sembri una farfalla e con quanto sentimento ti blocchi e guardi la mia spalla, se hai paura a andar lontano, puoi volarmi nella mano. Ma so già cosa pensi, tu vorresti partire come se andare lontano fosse uguale a morire e non c'e' niente di strano ma non posso venire.
Così come una farfalla ti sei alzata per scappare ma ricorda che a quel muro ti avrei potuta inchiodare se non fossi uscito fuori per provare anch'io a volare.
E la notte cominciava a gelare la mia pelle, una notte madre che cercava di contare le sue stelle, io li sotto ero uno sputo e ho detto olé, sono perduto.
La notte sta morendo ed e' cretino cercare di fermare le lacrime ridendo.
Ma per uno come me, l'ho gia detto, che voleva prenderti per mano e volare sopra un tetto...
Lontano si ferma un treno ma che bella mattina, il cielo e' sereno Buonanotte, anima mia adesso spengo la luce e così sia.
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Antani
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15:01
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lunedì 20 febbraio 2012
fading roots
Hat tip: Manteblog
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Antani
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12:54
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